L’importanza della sitemap XML e come crearla

CON sitemap si intende quella pagina del sito che raccoglie in modo gerarchico tutte le pagine del sito per fornire ad un utente una vera e propria mappa. Oltre che agli utenti questa pagina è utile anche agli spider dei motori di ricerca che in questo modo leggono ed esplorano tutti i link del sito.

C’è una versione della sitemap ancora più utile ai motori di ricerca la sitemap XML ovvero un file, appunto in formato XML, che secondo degli standard raccoglie l’elenco di tutte le pagine e dei rispettivi link di un sito che vogliamo indicizzare nella serp dei motori di ricerca.

In questo modo avendone due con differenti funzioni potremmo ottimizzare la prima per gli utenti e la seconda per i motori di ricerca. La sitemap XML di cui parleremo in questo articolo è stata introdotta da Google nel Giugno del 2005 e risponde ad un protocollo ben definito e nei mesi successivi è stata supportata anche da altri importanti motori di ricerca come Yahoo e MSN (sucessivamente divenuto Bing).

Vantaggi

Il vantaggio fondamentale è che l’utilizzo della sitemap ci consente di essere sicuri che tutte le pagine vengano visitate dallo spider, e quindi si spera indicizzate dai motori di ricerca (dico si spera perchè non basta che una pagina esista perchè venga indicizzata ma deve avere certe caratteristiche) questo senza la sitemap potrebbe non accadare per esempio quando:

  • le pagine all’interno del nostro sito non sono bene collegate fra loro
  • per errore o per altri motivi abbiamo pagine totalmente isolate
  • ci sono pochi link in ingresso al nostro sito
  • abbiamo contenuti in flash, ajax o semplicemente javascript che potrebbero nascondere certe pagine agli spider
  • abbiamo migliaia di pagine tipo per un azienda che produce migliaia di prodotti ed è presente una pagina per prodotto oppure abbiamo migliaia di post

Nel caso per esempio che alcuni motori di ricerca abbiano indicizzato pagine che ora non esistono più avendo una sitemap definita della pagine esistenti quelle sbagliate verranno tolte dai risultati (attenzione questo non è automatico ma sicuramente aiuta a fare chiarezza).

Oltre che all’elenco di pagine la sitemap offre ai motori di ricerca altre informazioni molto importanti come:

  • la data di ultima modifica di ogni pagina
  • la frequenza di aggiornamento di ogni pagina
  • la priorità di indicizzazione delle pagine e quindi la loro importanza nel sito: nella sitemap viene assegnato ad ogni pagina un valore in decimi che al massimo può essere 1 questo sta a significare l’importanza della pagina.

Come Crearla

Esistono varie possibilità per creare la sitemap XML a seconda delle esisgenze se si utilizza WordPress per esempio basta un comodo plugin, oppure si può creare con tool online oppure a mano.

A mano

Anche se a mano è la via più scomoda e poco pratica sopratutto se trattiamo migliaia di pagine credo sia importante conoscere almeno la sintassi base di come è strutturata una sitemap XML, anche senza conoscere il metalinguaggio XML (non ci vuole niente per capirlo) vedrete che è abbastanza banale. Il codice base è questo:

<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<urlset xmlns="http://www.sitemaps.org/schemas/sitemap/0.9">
  <url>
    <loc>http://www.example.com/</loc>
    <lastmod>2005-01-01</lastmod>
    <changefreq>daily</changefreq>
    <priority>1</priority>
  </url>
  <url>
    <loc>http://www.example.com/secondapagina.htm</loc>
    <lastmod>2005-01-02</lastmod>
    <changefreq>monthly</changefreq>
    <priority>0.8</priority></em>
  </url>
</urlset>

Per poterla creare basta un semplice editor di testo e andremo a salvare il file con il nome sitemap.xml ovviamente attenzione che l’estensione sia XML.

Commentiamolo un po il codice, per prima cosa bisogna dichiarare che utilizziamo il linguaggio XML e la codifica UTF-8 (prima riga), poi apriamo il tag <urlset> per definire il protocollo della sitemap XML (seconda riga), poi per ogni url che vogliamo inserire apriamo il tag <url> e definiamo l’indizizzo <loc>, l’ultima modifica <lastmod> (opzionale aaaa-mm-gg), la frequenza di aggiornamento <changefreq> (opzionale può assumere i valori: always, hourly, daily, weekly, monthly, yearly e never) e infine la priorità <priority> (opzionale va da 0.0 a 1.0) ovviamente ricordiamoci di chiudere ogni tag e alla fine di tutto l’elenco chiudiamo l’ultimo tag </urlset>.

Con WordPress

Su wordpress ci sono vari plugin che consentono la creazione di ottime sitemap XML, quello che vorrei consigliarvi in assoluto è Google XML Sitemap Generator for WordPress potete scaricarlo direttamente dalla pagina ufficiale e installarlo come qualsiasi altro normale plugin.

Una volta installato troverete il pannello di controllo XML-Sitemap sotto la voce Settings (Impostazioni) da cui potrete impostare ogni cosa come la frequenza di aggiornamento, la priorità dei vari tipi di pagina, segnalarlo ad alcuni motori di ricerca.

Molto importanti anche le funzioni per escludere alcune categorie o alcuni post. Una volta impostato basterà generare la prima volta la sitemap XML poi questo plugin ad ogni aggiornamento del nostro blog (nuovi post, nuove pagine ecc) modificherà automaticamente al sitemap.

Con Tools On-line

Nel caso non utilizziate una piattaforma potete semplicemente avvalervi di tool on-line che tramite dei crawler esplorano il vostro sito e creano la sitemap, questo potrebbe essere pericoloso perchè per i motivi che dicevamo prima lo spider potrebbe non trovare alcune pagine e quindi escluderle, è meglio controllare i risultati di questi tool per vedere se sezioni del nostro sito sono state trascurate. I tool che vi consiglio io sono:

Potreste anche pensare di utilizzare dei programmini gratuiti come Gsitemap che trovate qua.

Gli unici limiti a cui fare “attenzione” (tra virgolette perchè ce ne vuole a raggiungerli) sono quelli dei 50000 URL e dei 10MB. Vorrei segnalarvi questo post di SeoPerSeo che suggerisce di suddividere in più file sitemap veramente grandi e offre uno script in php utile al riguardo.

Come Segnalarla

La sitemap va generalmente posizionata nella cartella principale del nostro dominio oppure possiamo creare un redirect nel file .htaccess per esempio se si trova nella cartella blog andremo a scrivere questa riga nel file .htaccess:

Redirect /sitemap.xml /blog/sitemap.xml

Affinche venga letta dai crawler possiamo aggiungere una riga al file robots.txt

sitemap: http://www.example.tld/sitemap.xml

Per segnalarla direttamente ai motori di ricerca come Google possiamo utilizzare i Google Webmaster Tool per una guida più esaustiva anche su altri motori di ricerca e sugli altri strumenti avanzati vi rimando al guest post che ho scritto su francescogavello.it

Oppure possiamo utilizzare i seguenti url di segnalazione tramite i quali inoltrare direttamente la sitemap ai motori di ricerca Google e Bing, al posto di {url} inserire l’indirizzo della sitemap.

http://www.google.com/webmasters/tools/ping?sitemap={url}

http://www.bing.com/webmaster/ping.aspx?sitemap={url}

Template Engine, indispensabili per lo sviluppo di siti e applicazioni web

NELL’articolo precendente avevo parlato del pattern Model-View-Controller, ma prima di affrontare il tema dei Frameworks, vorrei presentarvi una soluzione per applicare parte di quel modello alla risoluzione di un progetto: i template engine. Si tratta di software che gestiscono la visualizzazione in un applicazione web, consentono di separare completamente l’HTML dal resto del codice, diminuendo considerevolmente il lavoro di manutenzione e rendendo indipendenti le vari parti del progetto.

Vantaggi

Con i Template Engine si può sviluppare un applicazione web disinteressandosi completamente, in un primo tempo, dell’aspetto di visualizzazione dei dati e della grafica poi sviluppare la grafica e la presentazione dei dati come un problema a sè stante. Questo consente di suddividere il lavoro in più tempi semplificandone certi aspetti oppure nel caso si lavori in team di dividere il lavoro a varie persone.

Nel caso per esempio si volesse rinnovare completamente la grafica di un applicazione basterà mettere mano ai template senza dover andare a toccare il codice del controller (il motore dell’applicazione). Il controller si occuperà solo dell’elaborazione mandando al template engine dati “rozzi” che quest’ultimo implementerà nell’HTML.

Per riassumere possiamo vedere i seguenti come i principali vantaggi:

  1. Manutenzione, se dobbiamo fare semplici mofiche al codice del motore dell’applicazione sarà più semplice senza dover toccare la parte grafica
  2. Grafica completamente separata dal codice, quindi le due cose possono essere sviluppate da persone differenti e in momenti differenti
  3. Aiuta a mantenere il codice html pulito e conferme agli standard
  4. Velocità, grazie alla cache, implementata ormai in molti template engine, la presentazione delle pagine è più veloce
  5. Sicurezza, tra l’utente male intenzionato e il codice del controllore c’è uno sbarramento in più.
  6. Riutilizzo, possiamo cambiare completamente la grafica senza toccare il codice.

Come per i frameworks anche in questo caso esistono vari template engine per ogni linguaggio di programmazione, quello da me più utilizzato che vedremo nello specifico è Smarty.

In realtà potremmo anche valutare di realizzarne uno molto semplice noi, questo per un sito di poche pagine senza grandi pretese potrebbe essere una buona soluzione ma i vantaggi che comporta utilizzarne uno già fatto sono numerosi, dalla sicurezza alla facilità di implementazione.

Smarty

Smarty è un motore di web template scritto in PHP attualmente è alla versione 2.6 ma è in fase di completamente la versione 3.0 (per ora è stata rilasciata la beta 7). In pratica si tratta di una classe scritta in PHP per gestire template ovvero nient’altro che file con estensione .tpl scritti in html a cui possiamo collegare CSS, Ajax, Javacript ecc ecc.

Nel template al posto dei contenuti andiamo a mettere dei speciali tag tra parentesi graffe. Smarty non farà altro che prendere i contenuti passati dal codice e metterli nel template in html al posto dei tag. La realizzazione di tutto ciò la andremo a vedere nei prossimi articoli.

Introduzione al pattern architetturale MVC e ai Frameworks

A livello di progettazione, quindi successivamente di implemetazione, per semplificare la struttura di applicazioni più o meno complesse si necessita di design pattern ovvero di modelli di lavoro che servono a dare “una soluzione generale ad un problema riccorrente”. In altre parole si tratta di metodi di approccio standardizzati atti alla risoluzione di una classe di problemi che hanno particolari caratteristiche in comune.

Nell’ingegneria del software ne esistono varie categorie, anche a seconda del tipo di classificazione, in particolare il pattern che andremo a vedere noi oggi (l’MVC) appartiene ai pattern architetturali. Questi si discostano leggermente dai deisgn pattern originali prendendone una visione ancora più ampia, si tratta della stessa categoria per esempio a cui appartiene il modello Client-Server.

MVC

MVC è l’acronimo di Model-View-Controller (italianizzato in Modello-Visualizzazione-Controller) appunto come dicevamo prima un pattern architetturale impiegato in ingegneria del software per dividere in 3 parti, idealmente indipendenti, l’applicazione che si vuole sviluppare.

Queste tre componenti si occupano ognuna di un compito diverso in modo da dividere il controllo dell’applicazione, la struttura dati e la visualizzazione.

Vediamo nel dettaglio le tre parti:

  • il modello si occupa della gestione dei dati quindi dell’interazione con il database e dell’astrazione degli stessi.
  • la visualizzazione si occupa dell’interazione con l’utente e quindi della visualizzazione dei dati con una certa formattazione
  • infine il controller riceve i comandi inviati dall’utente alla visualizzazione si occupa dell’eventuale elaborazione del passaggio al modello e di nuovo della risposta alla visualizzazione, in pratica serve a modificare lo stato degli altri due componenti.

In questa immagine vediamo una rappresentazione leggermente differente dal modello MVC appena esposto, qua abbiamo in più il browser che rappresenta l’utente che interagisce con l’applicazione e invia i dati al controller.

Nel nostro modello invece l’utente invia i dati comunque al controller ma attraverso la visualizzazione, il funzionamento è comunque identico

I vantaggi

Questa strutturazione del progetto se applicata nelle giuste situazioni, ovvero ad applicazioni medio/grosse, nonostante un lavoro progettuale più impegnativo apporta enormi vantaggi come:

  • facilitare il riutilizzo del codice, più una parte del lavoro è indipendente dal resto più possibilità ci sono che ci possa venire utile per altre applicazioni
  • utile per suddividere il lavoro nel caso ci debbano lavorare più persone o team
  • utilizzando un modello rigido e regole standard facilita un eventuale lavoro di manutenzione e agevola la comprensione anche da parte di altri programmatori
  • nel caso si cambi tipo di database sarà possibile adattare l’applicazione senza dover mettere mano a tutto il codice ma solo al modello quindi maggiore flessibilità

A questo punto vi sarete immaginati che questo ci può essere molto di aiuto nello sviluppo in particolare di applicazioni web ma forse vi starete anche chiedendo come si può implementare tutto ciò. A questo scopo ci vengono in aiuto i frameworks.

Frameworks

Un framework è una struttura di supporto allo sviluppo di un software in particolare nel caso di applicazioni web si tratta di codice sorgente già scritto che ci offre alcuni strumenti per sviluppare e supportare l’applicazione vera e propria.

Esistono framework per vari linguaggi come per il Python, il Ruby e il Java ma quelli di cui parlerò e per il quale mi è servito come introduzione questo post sono i frameworks MVC (quindi basati sul pattern Model-View-Controller) sviluppati in PHP in particolare Symfony, Zend Framework.

Prossimamente vedremo più nel dettaglio questi frameworks e come ci possono essere di aiuto per applicare il modello MVC.

Cosa ne pensate? Voi utilizzate già questi strumenti?

Foto random del tuo album di Flickr sul tuo Blog

ATTENZIONE: Ho creato un plugin per WordPress con queste funzioni, maggiori informazioni le trovate nella pagina ufficiale. Ormai tutti conoscerete Flickr il social network che da la possibilità di gestire un album con le proprie foto e condividerle con amici o con l’intera rete. Per implementare Flickr in WordPress ci sono vari Plugin a disposizione ma fra tanti ho scelto FlickrRss che consente facilmente di integrare le foto direttamente dal Feed Rss di Flickr, in questo articolo analizzeremo ogni passaggio dall’installazione all’implementazione e in fine, per chi volesse, con una piccola modifica del codice (non servono grandi conoscenze di php) andremo a rendere casuale l’ordine e le foto pubblicate dal nostro album così anche se non aggiorniamo spesso il nostro album i lettori non vedranno sempre le stesse ultime foto inserite.

Installazione

Inazitutto partiamo scaricando il plugin da questo sito, un volta scaricato il file zip, possiamo scompattarlo e caricarlo nella cartella wp-content/plugins tramite ftp oppure da pannello di controllo nel menu di sinistra andare su plugin/aggiungi nuovo e caricare il file compresso.

Una volta caricato il plugin entriamo nel pannello di controllo, dal menu di sinistra clicchiamo su Plugin e nella lista dei plugin non attivi vedremo anche quello che ci interessa “FlickrRss”, lo attiviamo cliccando su “attiva” alla destra della descrizione.

Implementazione

Ora per implementarlo nel blog abbiamo due possibilità,

  • se il nostro tema è widgest ready (ovvero supporta i Widget), basta andare dal menu su Aspetto -> Widget a cliccare su “aggiungi” affianco a flickRss.
  • Oppure (consigliato) andando a modificare il nostro tema inserendo questo tag dove vogliamo che venga inserito il nostro album:[php toolbar="false"]<?php get_flickrRSS();?>[/php]

Nel pannello di controllo dopo l’installazione comparirà sotto la voce “impostazioni” la voce flickrRss dal quale potremmo configurare varie cose come:

  • il numero di foto da visualizzare,
  • la tipologia di album, se volte le vostre foto personali selezionate “user”
  • i tag delle foto da visualizzare (se lasciate in bianco visualizzate da tutto l’album)
  • l’user ID, se non lo conoscete potete cliccare affianco su “find yout ID” per ricavarlo dal vostro user name
  • il codice html da mettere prima dell’album
  • come impostare il tag di visualizazzione dell’immagine e il suo link
  • il codice html da mettere dopo l’album

Sulla destra potete vedere i metatag da inserire nel Item Html per poter personalizzare il funzionamento, di default il link dell’immagine rimanda alla pagina di Flickr ma nel mio caso ho voluto implementare con lightbox l’ingrandimento dell’immagine.(farò una guida anche su questo)
Per migliorare l’aspetto delle anteprime potete racchiudere il vostro album all’interno di un div con un “id” specifico nel tema oppure appunto definendo il before list e l’after list e andare a specificare i CSS per quel determinato div.

Versione random

Una cosa che mi piaceva poco di questo plugin è che ogni volta che viene visualizzato il blog si vedono sempre se solite ultime foto in ordine di inserimento. Quindi ho cercato il modo di rendere random sia la visualizzazione delle foto sia la scelta di quali visualizzare purtroppo il feed RSS di flickr è limitato a 20 foto. Anche se il modo per ovviare a questa cosa esiste ma la vedremo in un altro articolo.Ora tornando al random per poterlo implementare bisogna modificare “flickrrss.php” potete farlo andando dal pannello di controllo in plugin ? editor, sulla destra selezionate flickrRSS
cercate “function printGallery” (è circa a metà intorno alla riga 131 ma potete comunque utilizzare lo strumento di ricerca per trovarlo). Il codice che vi si presenta dovrebbe essere questo

[php]function printGallery($settings = array()) {
if (!is_array($settings)) {
$settings = $this->fixArguments(func_get_args());
}

$settings = array_merge($this->getSettings(), $settings);
if (!($rss = $this->getRSS($settings))) return;
# specifies number of pictures
$items = array_slice($rss->items, 0, $settings['num_items']);
echo stripslashes($settings['before_list']);
# builds html from array
foreach ( $items as $item ) {
[/php]

ora lo selezionate e lo sostituite interamente (attenzione a non sbagliare neanche una riga) con questo

[php]function appartiene($random,$foto){
$dim = count($foto);
for($j=0;$j<$dim;$j++)
if($foto[$j]==$random)return 0;
return 1;
}

function printGallery($settings = array()) {
if (!is_array($settings)) {
$settings = $this->fixArguments(func_get_args());
}

$settings = array_merge($this->getSettings(), $settings);
if (!($rss = $this->getRSS($settings))) return;

$numero_foto = 20; //numero di foto tra cui andare a random
$items = array_slice($rss->items, 0, $numero_foto);
echo stripslashes($settings['before_list']);

$foto=array($numero_foto); //tiene conto delle foto già messe

for($ji=0;$ji<$settings['num_items'];$ji++){
$random = rand(0,$numero_foto-1);
while($this->appartiene($random,$foto)==0){
$random = rand(0,$numero_foto-1);
}//controlla che la foto non sia già stata messa
array_push($foto,$random);
$item = $items[$random];[/php]

Nel caso che il vostro album contenga meno di 20 foto per non avere dei buchi dovete modificare $numero_foto che trovate alla riga n.146 (del codice qua sopra intendo) con il numero di foto presenti nel vostro album

In questo modo ad ogni visualizzazione del vostro blog le immagini cambieranno rendendolo più dinamico.

ATTENZIONE: Ho creato un plugin per WordPress con queste funzioni, maggiori informazioni le trovate nella pagina ufficiale.

Grafici Dinamici con PHP e MySql (1)

In questo articolo vi spiego come utilizzare PHPGraphLib un utilissima libreria in PHP per creare grafici dinamici da qualsiasi fonte di dati (in questo caso un databse MySql) che implemento in molte delle applicazioni web che mi trovo a sviluppare

Potete scaricare la libreria direttamente da questa pagina.
In questo zip trovate due file uno phpgraphlib.php è per creare i normali istogrammi invece con l’altro phpgraphlib_pie.php come suggerisce il nome potrete creare grafici a torta, in entrambi i casi avrete la possibilità di personalizzare dimensioni, colori e aspetto.
In questa guida vedremo come creare un istogramma.

Istogramma

Vi spiego riga per riga, poi infondo ho raccolto il sorgente intero. Iniziamo includendo la libreria

include("phpgraphlib.php");

ora creiamo un nuovo oggetto grafico di nome $graph di dimensionsi 600×500

$graph=new PHPGraphLib(600,500);

ora dobbiamo preparare i dati da mettere sul grafico in un array dove l’indice rappresenterà i valori delle ascisse (l’asse orizzontale) e i valori dell’array andranno sull’asse delle ordinate (l’asse verticale) quindi per esempio con l’array successiva avremo sulle ascisse 0, 1 ,2 ,3 , … e sulle ordinate il valore corrispondente 12124, 5535, …

$data=array(12124,5535,43373,22223,90432,23332,15544,24523,32778,38878,28787,33243,34832,32302);

invece in questo caso sull’asse orizzontale avremo i mesi e sull’asse verticale i valori, attenzione che con i valori negativi le barre dell’istogramma andranno verso il basso

$data=array("Jan"=>1324, "Feb"=>1200, "Mar"=>100, "Apr"=>1925, "May"=>1444, "Jun"=>-10, "Jul"=>364, "Aug"=>221, "Sep"=>-30, "Oct"=>848, "Nov"=>719, "Dec"=>114);

ma se vogliamo che il nostro grafico sia dinamico dobbiamo ricavare i dati da un database, per prima cosa ci connettiano al database (fra poco farò una guida al riguardo):

include('connection.php');

ricavando i dati dal database ovviamente abbiamo infinite possibilità come esempio vi riporterò un grafico in cui conteremo le persone presenti nel nostro database a seconda dell’anno di nascita. Supponendo che abbiamo una tabella di nome “elenco” andiamo a prendere tutti i valori del campo “AnnoNascita” in ordine decrescente e mano mano che li scorriamo finche non sono finiti per ogni dato incrementiamo il valore dell’array con indice l’anno di quel campo.

$query = mysql_query("SELECT AnnoNascita FROM elenco ORDER BY AnnoNascita DESC");
while($result_row = mysql_fetch_array($query))
$data[$result_row['AnnoNascita']]++;

ora che abbiamo preparato i dati, dobbiamo passarli al grafico:

$graph->addData($data);

poi possiamo impostare un titolo da assegnare al grafico

$graph->setTitle("Valori casuali per ogni mese");

impostiamo il colore del testo a rosso

$graph->setTextColor("red");

e infine creaiamo il grafico

$graph->createGraph();

ora vediamo il codice completo del file grafico.php, con questo codice la libreria deve essere nella stessa cartella di questo file:

include("phpgraphlib.php");
$graph=new PHPGraphLib(600,500);
$data=array("Jan"=>1324, "Feb"=>1200, "Mar"=>100, "Apr"=>1925, "May"=>1444, "Jun"=>-10, "Jul"=>364, "Aug"=>221, "Sep"=>-30, "Oct"=>848, "Nov"=>719, "Dec"=>114);
$graph->addData($data);
$graph->setTitle("Valori casuali per ogni mese");
$graph->setTextColor("red");
$graph->createGraph();

I grafici creati hanno il formato png, possiamo includerli nelle nostre pagine in questo modo

<img src="grafico.php" alt="grafico" />

di seguito alcune delle altre possibilità di personalizazzione a disposizione, per una più accurata spiegazione vi lascio alla documentazione ufficiale della libreria. Ma per ogni richiesta non esitate a chidermi. Prossimamente farà un altra guida per i grafici a torta.

$graph->setGrid(false); //con false nasconse la griglia di default è true
$graph->setBackgroundColor("black"); //imposta il colore di sfondo
$graph->setLine(true); //con true mostra una linea che unisce i valori delle ordinate di default è impostato a false
$graph->setLineColor("yellow"); //imposta il colore della linea appena descritta
$graph->setDataPoints(true);//con true mostra dei pallini in corrispondenza dei valori
$graph->setDataPointColor("yellow");//imposta il colore dei pallini appena descritti
$graph->setBars(false);//con false nasconde le barre
$graph->setGoalLine(0,0025);//mostra una linea orizzontale in corrispondenza del valore indicato
$graph->setGoalLineColor("red");//imposta il colore di questa linea

per ulteriori esempi di codice vi rimando alla pagina ufficiale ma non esitate a chiedermi spiegazioni. Se questa guida vi è servita, piaciuta o lo avete trovata noiosa o incomprensibile fatemelo sapere.

Update

Alcuni hanno riscontrato problemi nell’utilizzo di questa libreria, provate a scaricare l’esempio di prova per vedere se vi funziona.

La mia Scelta di Web Hosting Americano

Naturalmente all’apertura di questo blog mi sono trovato davanti alla fatidica scelta… Quale servizio di Hosting scegliere? Ho utilizzato diversi Provider in Italia tra cui anche il famoso Aruba ma scontento del rapporto servizi offerti/prezzo ho optato per cercare qualche Hosting in America.

Da tempo sento parlare di questi Hosting d’oltre oceano con prezzi bassissimi e servizi eccezzionali ma forse a causa di qualche proccupazione mi sono sempre frenato ma questa volta ho deciso di informarmi seriamente.

Dopo qualche giorno di ricerca posso affermare che comprare uno spazio web negli Stati Uniti costa veramente molto meno, sarà che da loro la connessione ad internet è ad un prezzo inferiore che c’è molta più concorrenza ma i servizi offerti a parità di prezzo con un Hosting italiano non hanno paragone. Qua vi riporto i cinque che mi sono parsi più interessanti con relativa fascia di prezzo per il servizio di base con più o meno uguali caratteristiche.

  • Media Temple: a parere mio il più professionale, adatto sopratutto ai rivenditori di spazi parte da un prezzo base di 20$ al mese
  • Host Gator: presenta una più ampia possibilità di scelta ma per avere gli addon domanin servono almeno 10$ al mese o 8$ al mese per una registrazione di tre anni.
  • Host monster: Servizi illimitati a 6,95$ se paghi in anticipo almeno 3 anni.
  • Dream host: anche questo offre un buon servizio ma per 10$ al mese, si hanno sconti a seconda del numero di anni pre-pagati fino ad arrivare a 5,95$ al mese se anticipi 10 anni
  • Lunarpages: il più economico di tutti a parità caratteristiche costa 4.95$ al mese per 12 mesi

Non avendo grosse pretese e avendo trovato per la rete quasi tutti feedack positivi a parte alcuni utenti che lamentavano un eccessivo tempo di latenza, ho optato per il meno costoso ovvero lunarpages che per 44€ in un anno (ricordatevi del cambio dollari/euro a favore nostro) ti offre come vedete dall’immagine questi servizi:

  • 1 Dominio/Trasferimento . Com o .net
  • Spazio Illimitato
  • Banda Illimitata
  • Illimitati Addon Domains
  • 999 Account di posta
  • 999 Account FTP
  • 999 MySql Database
  • 999 Postgresql Database
  • 999 Subdomains
  • 999 Parked Domains

Credo che sia ben oltre quanto chiunque necessiti per un semplice blog. Grazie agli addon-domains si possono anche gestire più siti del tutto indipendenti con dominio differente in un unico account. Questo servizio lo utilizzo per i vari siti che gestisco personalmente. I domini solitamente li registro su http://www.misterdomain.eu dove con 7€ si ha dominio e gestione dei dns.

Ditemi i vostri pareri, raccontate le vostre esperienze di hosting in America e non esitate a chiedermi consigli e informazioni al riguardo magari prossimamente farò una guida su come registrarsi e usufruire dei servizi offerti.